Le terme romane: dall’antica Roma a oggi

Terme di Caracalla Roma

Non tutti sanno che la gradevole usanza di andare alle terme è stata ereditata dagli antichi romani che realizzarono centri termali ovunque giunsero.

Si trattava di strutture messe a disposizione di chiunque e costruite grazie alle abilità di questo popolo nell’incanalare e distribuire l’acqua. È opera dei romani, infatti, la realizzazione di edifici termali e di acquedotti sopravvissuti al passare dei secoli, fino a diventare parte della nostra storia culturale e archeologica, essere restaurati e spesso ancora oggi usati da persone che arrivano in Europa per visitarli.

L'origine dei bagni termali

Le terme romane erano dei luoghi di ritrovo molto frequentati già nel II secolo a.C. e come abbiamo detto, chiunque poteva accedervi, a prescindere dallo stato sociale. Le prime terme furono realizzate in luoghi che favorivano l’uso di sorgenti naturali di acqua calda o con peculiari caratteristiche curative.

I trattamenti termali si rivelarono talmente benefici, oltre che piacevoli, al punto che ancora oggi sono ampiamente utilizzati, come quelli nelle Terme Sabine di Cretone. A questo luogo, sin dai tempi antichi e poi dal 1987, sono stati riconosciuti dalla sanità le qualità terapeutiche nel trattare malattie cutanee, artroreumatiche, delle vie biliari e dell’apparato respiratorio.

Grazie alla conoscenza di tecniche per riscaldare l’acqua, le terme si diffusero poi anche dentro le città durante l’età imperiale. Si trattava di competenze che consentivano di riscaldare l’acqua tramite l’aria calda che proveniva dagli ipocausti di focolai sotterranei. Per realizzare un progetto così portentoso era predisposta una quantità notevole di schiavi adibiti al rifornimento di legname da ardere e per regolare il fuoco.

L'origine dei bagni termali

Le terme romane erano dunque delle strutture piuttosto capienti o persino delle micro città costruite dentro la vera e propria città ed erano separate in due classi, quella destinata alla plebe e un’altra, decisamente più fastosa, riservata ai patrizi.

Le terme erano strutturate con un susseguirsi di stanze all’interno delle quali vi era innanzitutto una vasca d’acqua fredda ed era la sala del frigidario, di norma dalla forma circolare, con copertura a cupola in cui era disposta dell’acqua fredda. A questa faceva seguito il calidario che invece conteneva vasche di acqua calda.

Con molta probabilità, una stanza a temperatura moderata, il tepidario, era posta tra frigidario e calidario e insieme a quest’ultimo, era utilizzata come una sorta di odierna sauna finlandese, ovvero per passare gradatamente dal caldo al freddo e viceversa. Erano presenti anche delle vasche dove era possibile nuotare, le natationes e ulteriori aree accessorie, come lo spogliatoio, ossia l’apodyterium, la sauna, la palestra e una stanza di pulizia.

Le terme più lussuose, come quelle di Caracalla, contenevano anche teatri, opere d’arte e statue, fontane, biblioteche e negozi.

Le abitudini, come si lavavano, cosa usavano come detergenti e profumi

Nell’età repubblicana le persone si lavavano “per dovere”, una volta alla settimana e inoltre si vergognavano di doversi denudare di fronte ad altri. All’epoca i bagni erano casalinghi e piuttosto scarni, fino a quando questa situazione mutò completamente nell’epoca imperiale. Durante l’Impero romano le persone si lavavano in gruppo, senza vergognarsi e il culto dell’estetica, man mano, prese sempre più piede.

Fu in questa fase storica che i romani costruirono le terme che consentirono loro non solo di lavarsi, ma anche di depilarsi, fare palestra, sauna, ginnastica, massaggi, cure termali sulfuree e tanto altro. Fu così che queste costruzioni passarono dall’essere mere terme a veri e propri centri termali, di benessere ed estetici.

Gli uomini erano separati dalle donne, sebbene entrambi utilizzassero apposite creme di bellezza per proteggere il viso dagli sbalzi termici durante il passaggio attraverso le differenti sale, ma anche dal sale e dall’acqua termale sulfurea. Usavano inoltre oli profumati e saponi creati con ceneri vegetali e grasso animale, pietre pomici e altre fatte con l’argilla; si strofinavano il corpo con cenere di faggio e sabbia, oppure polvere d’equiseto o olio d’oliva. Le acque termali erano integrate con profumi e vini speziati, un’usanza che era tipica degli antichi egizi.

Le persone erano così affascinate dal culto della pulizia e dell’estetica, che si recavano alle terme una volta al giorno e qualcuno persino di più.
Si arrivò al punto che non era ammesso che i peli spuntassero da naso e orecchie, le sopracciglia erano rifatte e petto, ascelle, gambe e braccia depilati; barba e capelli venivano curati e pettinati alla moda.

Si usavano specifici collutori e oli per eliminare il problema dell’alitosi, creme per il corpo ed erano di moda persino manicure, pedicure e tinte per capelli. Era una pratica molto usata, quando le persone facevano la sauna, quella di cospargersi il corpo di oli profumati e avvolgersi in un panno, in modo da agevolarne l’assorbimento ed eliminare sudore e sporcizia.

Dopo aver fatto il bagno, gli utenti si spostavano nelle sale massaggi dove ricevevano un trattamento a base di unguenti e oli profumati, fatti con ingredienti che spesso arrivavano da lidi molto lontani.

Nel IV secolo a.C. gli stabilimenti termali nella città di Roma erano ben 170 e c’erano anche ben 900 strutture balneari.

Fu con Costantino che l’Oriente venne a conoscenza delle strutture termali e tramite l’Impero bizantino, questa pratica divenne nota anche nel mondo musulmano che, da lì a poco, diede vita ai bagni turchi.

Le abitudini, come si lavavano, cosa usavano come detergenti e profumi

Le tante terme romane presenti erano diventate luogo di associazione, rilassamento e nelle quali erano praticate attività ludiche sia per uomini che per donne, seppure avvenissero sempre in ambienti separati. Poiché erano dei veri e propri centri ricreativi che contenevano teatri, locande, centri sportivi, saloni per le feste, negozi e ristoranti, librerie, sale lettura e davvero tanto altro, oltre alla passione per la bellezza, le persone si recavano nelle terme per trovare svago.

La decadenza e abbandono in epoca cristiana

Le terme a causa dell'influenza cristiana caddero in disuso: erano viste come un simbolo pagano e un luogo di corruzione e lussuria. Si dovrà aspettate il rinascimento, prima che si rinnovi un interesse verso le Terme Romane, che diventeranno oggetto di studio da parte di Michelangelo, Bramante, Sangallo e Raffaello.

Le terme romane di tutta Europa furono usate a regime fino al V secolo d.C.

Nel VI secolo d.C., Teodorico, re dei goti, fece persino restaurare le famose Terme di Caracalla ma, durante l’epoca cristiana, non si sa bene se per i costi eccessivi che richiedeva la manutenzione delle terme o se a causa del cambiamento che nel frattempo era sopraggiunto nei costumi, queste furono man mano del tutto abbandonate. In tarda epoca cristiana, le persone infatti smisero di concentrare la propria vita sociale all’interno di queste strutture.

Quando nel 537 giunsero a Roma i goti di Vige, che privarono la città dell’acqua tagliando gli acquedotti, le terme caddero in un ulteriore progressivo e inesorabile disuso.

Molte di quelle più famose, come le Terme di Caracalla, le Deciane e Surane, così come quelle Alessandrine e di Nerone, furono adibite a cimiteri. Altre divennero orti, vigne, cave di materiali da destinare ad altro uso e i marmi in esse contenuti, furono prelevati per farne calce in calcare.

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